Canto per la Terra Ferita

Oh Terra, antica madre, un tempo amata,
or piagata da mani scellerate,
il cielo un velo grigio ha ricoperto,
e il mare, un tempo azzurro, giace incerto.

Veggo dall’alto il pianeta che geme,
soffocato da fumi, avvelenato,
le sue foreste, un tempo verde speme,
son ombre tristi, un sogno ormai passato.

Dove sei, vita pura, armonia antica?
Dove il canto degli uccelli al mattino?
Dove il vento che carezza e nutrica?
Tutto è muto, sepolto nel destino.

Uomo, folle signor, che credi eterno,
distruggi il nido che ti tiene in vita,
il tuo progresso è un labirinto inferno,
la tua ambizione è morte infinita.

Ma forse ancor risuona una speranza,
se il cuore umano sa tornare puro,
se il grido della Terra ha sua possanza,
e il domani ritrova il suo futuro.

Alziamoci, fratelli, in questa guerra,
non con armi, ma con mani unite,
salviamo questa Terra, nostra madre,
prima che sia per sempre scomparita.

Oh cieli, oh mari, oh monti, oh selve amate,
ridateci il respiro della vita,
perché senza di voi, l’umanità
è solo un’ombra, vuota e smarrita.